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Classificazione delle Grappe

Se fino a qualche decennio fa si parlava della grappa in generale, negli ultimi anni, soprattutto per effetto dello sviluppo del mercato delle grappe monovarietali, sempre più si è cominciato a parlare di specifiche varietà di grappe.

Una prima doverosa classificazione delle grappe si basa sulle loro caratteristiche organolettiche:

Grappe giovani

Sono caratterizzate dai soli aromi derivati, attraverso la distillazione, dal vitigno e dalla fermentazione. Sono conservate in contenitori diversi dal legno.

Grappe invecchiate

Si distinguono sia per il colore, tendenzialmente giallino, che per i toni speziali che vengono acquisiti a seguito del soggiorno per un periodo pari ad almeno dodici mesi in fusti di legno di rovere, di frassino o di altre essenze legnose.

Grappe Aromatiche

Derivano da tipologie di uve contraddistinte da particolari aromi che vengono trasmessi direttamente al distillato (grappe di moscato, di malvasia ecc. ).

Grappe aromatizzate

Per effetto della macerazione con piante officinali acquistano un determinato aroma (grappa alla ruta, alla genziana ecc. ).

Le grappe di monovitigno, divenute particolarmente di moda negli ultimi anni, sono classificate sulla base della tipologia di vinaccia impiegata in purezza, ovvero senza miscelarla con altre tipologie, per ottenerle. La legge prevede che si possa indicare il vitigno in etichetta nel caso in cui le materie prime utilizzate per ottenere la grappa in questione provengano almeno per l’85% dalla tipologia di vitis vinifera citata in etichetta. Esiste anche la possibilità di indicare due varietà di vitigni a condizione che siano dichiarati in ordine decrescente alla partecipazione al conferimento della materia prima e che quello presente in quantità minore non abbia contribuito in misura inferiore al 15%.

Calici a forma di tulipano ideali per la degustazione della grappa